La nuova legge sugli affitti turistici alle Canarie si trova in questo momento in Parlamento, al vaglio delle parti politiche che dovrebbero produrre nei prossimi giorni una bozza (o almeno così ci fanno sapere…).

Un progetto di legge del quale si è parlato molto negli ultimi mesi, ma sul quale c’è ancora parecchia confusione e, come spesso accade, una certa disinformazione.

È chiaro che, fino alla pubblicazione della legge nel BOE (Boletín Oficial del Estado), nulla sarà “definitivo”, ma è altresì utile tenere presente che ci sono canali istituzionali (principalmente la Consejerìa de Turismo y Empleo del Gobierno de Canarias) che stanno condividendo una serie di anticipazioni, utilissime per investitori e operatori del settore degli affitti brevi.

Il 5 marzo 2024, in particolare, è stato pubblicato un documento di oltre 150 pagine nel quale i rappresentanti del Governo delle Canarie hanno risposto, punto per punto, alle 5.083 “opinioni” raccolte dai cittadini in merito a questa nuova legge.

Tali opinioni sono state raggruppate, per argomento, in 36 punti chiave, ai quali le istituzioni che hanno promosso questa legge hanno fornito una serie di risposte, magari non sempre esaustive ma, quanto meno, ufficiali.

In questo articolo riporterò quelli che secondo me sono 3 punti chiave di questa nuova legge, dai quali potremo prendere spunto per farci un’idea sul futuro degli affitti turistici alle Canarie.


1- Sistema di classificazione degli appartamenti turistici

Si prevede l’introduzione di un sistema di classificazione analoga a quella degli alberghi. Ancora non è chiaro come funzionerà tale sistema ma si evidenzia la volontà di classificare ciascun appartamento in base ad un punteggio di valutazione. Tale punteggio sarà soggetto a rivisitazioni periodiche e si prevede anche la possibilità di assegnare un marchio di qualità alle strutture più meritevoli.

2- Limitazione nel numero delle licenze concesse

Limitare il proliferare delle licenze VV (Vivienda Vacacional) è senza ombra di dubbio un punto fermo della nuova proposta di legge, ma non nelle modalità in cui molti pensano.

Le limitazioni avverranno infatti secondo logiche di sostenibilità, che dipenderanno sia dal contesto specifico (zona/ubicazione) che da una serie di indicatori, pensati per evitare situazioni di particolare criticità (saturazione delle capacità di carico, limiti nella pianificazione urbanistica, …).

3- Creazione di un Registro Pubblico

Gli alloggi turistici dotati di licenza compariranno in un registro pubblico, con tanto di dati di identificazione e di geolocalizzazione. Chiunque potrà, in questo modo, verificare la regolarità di un appartamento promosso attraverso i portali o i canali turistici. I tempi dell’anonimato, per i moltissimi abusivi, starebbero dunque per terminare.


Questi sono soltanto tre degli argomenti trattati nell’articolato documento messo a disposizione dalla Consejería de Turismo y Empleo lo scorso 5 di Marzo, ma c’è molta altra carne al fuoco che cambierà il mondo degli affitti turistici, almeno per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Come investitore, il tema che maggiormente mi preoccupa è quello evidenziato al punto 2, che apre alla totale incertezza sull’effettiva possibilità di realizzare questo tipo di business al momento dell’acquisto di un immobile.

È su questo aspetto, in particolare, che concentrerò la mia attenzione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, per cercare di capire come impostare correttamente le future operazioni di acquisizione, sia mie che dei miei clienti.

Nel frattempo, se stai pensando di acquistare un immobile da destinare agli affitti turistici e desideri sapere a quali rischi stai andando incontro, contattami per una consulenza e chiarirò ogni tuo dubbio.

Autore: Marco Sparicio (Consulente Immobiliare alle Isole Canarie)

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