Quanto è costata a creduloni e sognatori di ogni età ed estrazione sociale l’attesa del crollo immobiliare alle Isole Canarie, annunciato da più parti dopo i noti fatti del 2020?

È una domanda che mi sono posto la scorsa settimana mentre ero in vacanza e alla quale – al mio rientro – non ho potuto fare a meno di rispondere.

Lo racconterò con una storiella.

Correva l’anno 2021 e, in una tiepida serata di giugno, Tizio e Caio si incontrarono per bere una birra.

Entrambi erano piuttosto preoccupati a causa dell’incertezza che dominava gli scenari economici e, disponendo entrambi di una liquidità di 100.000 €, iniziarono a confrontarsi su come gestire questa importante somma.

Tizio, che durante le restrizioni aveva iniziato a seguire i commenti e i video degli pseudo-guru immobiliari delle Canarie, aspettava convinto, con la bava alla bocca, questo crollo annunciato dei prezzi immobiliari che si sarebbe dovuto verificare MATEMATICAMENTE nel giro di pochi mesi.

Caio invece, che seguiva le analisi che pubblicavo costantemente sulla mia pagina Facebook, maturò l’idea che in quel clima di incertezza non avesse più senso aspettare e decise di investire i suoi soldi acquistando un immobile da mettere a reddito.

Così mi contattò e valutammo insieme quale fosse, in quel momento, la migliore opportunità di investimento.

Ad agosto la scelta ricadde su un bungalow situato in un complesso turistico di Fuerteventura, da destinare ad affitti turistici.

Al prezzo di acquisto di allora (93.000 € + 7.000 € di costi e tasse), considerando i prezzi di affitto ed il tasso di riempimento relativi all’anno precedente, il rendimento annuo stimato, al netto dei costi, sfiorava il 9%.

Come andò a finire?

Pochi giorni fa, a distanza di due anni, Tizio e Caio si sono nuovamente incontrati per farsi una birra e per tirare le somme sulle loro decisioni.

Tizio, che due anni fa aveva 100.000 € in banca, oggi ha ancora 100.000 €. La sua attesa del crollo immobiliare continua fiduciosa, sperando nell’affare che i suoi guru gli avevano promesso.

Caio invece, che anche lui due anni fa aveva 100.000 € in banca, con il suo investimento immobiliare ha portato il suo capitale iniziale a 130.000 € (valore dell’immobile rivalutato all’attuale mercato, che nel frattempo è cresciuto del 30%) più 15.000 € di incassi dalla rendita, per un totale di 145.000 €.

Dar retta a una manica di CIALTRONI è costato a Tizio ben 45.000 €!

Piccola nota a margine: in questi ultimi due anni l’inflazione si è mangiata il 13,4% del potere d’acquisto (Fonte: INE). Ciò significa che il potere d’acquisto del capitale di Tizio è oggi di 88.183 € contro i 100.000 € iniziali.

Solo in termini di inflazione, dunque, questa attesa è costata a Tizio ben 11.817 €!

Se ti riconosci in Tizio, amico mio, è arrivato il momento di farsi qualche domanda.

Happy Investing!

N.B. La storiella è inventata ma Caio esiste veramente, così come è un caso reale l’investimento riportato con le relative cifre.

Autore: Marco Sparicio (Consulente Immobiliare alle Isole Canarie)

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