Chi mi segue da tempo è ormai abituato ad ascoltare i ragionamenti di un investitore immobiliare un po’ “fuori dagli schemi“, ma – complice probabilmente l’età – ho ormai accettato l’idea che ciò che pensano e fanno le masse sia statisticamente sbagliato.

La ragione è molto semplice: le persone tendono a fare e pensare ciò che la maggioranza intorno a loro propone, mosse principalmente dalla necessità di avere conferme e presunte “certezze” alle quali aggrapparsi.

Ed è proprio per questo che le masse sono condannate alla mediocrità in tutto ciò che fanno: è il loro stesso conformismo ad impedire loro di staccarsi dal pensiero medio e passare dalla parte di quelle minoranze che, pur assumendosi dei rischi, arrivano ad eccellere.

Credo che questa tendenza possa essere molto ben spiegata attraverso la teoria di Everett Rogers, il quale ha condotto degli studi per classificare il comportamento delle persone di fronte ad un’innovazione.

In particolare Rogers ha saputo rappresentare, attraverso un grafico, proprio la dinamica cui accennavo poco sopra, secondo la quale la maggioranza entra in un nuovo mercato sempre con un certo ritardo, se non addirittura quando il mercato non ha ormai più molto da offrire.

Curva di Rogers

Volendo quantificare il fenomeno, Rogers stima che soltanto il 16% delle persone ha la capacità di entrare con un certo anticipo in un nuovo mercato, mentre il rimanente 84% ha prima bisogno, seppur in diversa misura, di conferme da parte della maggioranza.

Se pensiamo ora al mercato e all’investitore immobiliare, possiamo facilmente intuire come la dinamica sia esattamente la medesima, considerando “innovative” alcune forme di investimento che fino ad oggi non considerava nessuno.

Pensiamo per esempio all’affitto delle camere: chi mi segue da tempo sa che sono un sostenitore di questo investimento da diversi anni, anche se troppo pochi investitori mi hanno dato retta in passato. Oggi, dopo che il mercato negli ultimi tre o quattro anni è cresciuto parecchio, molte persone si stanno avvicinando a questo tipo di investimento, incoraggiate dalla crescente richiesta (ma direi anche offerta) ben visibile sulle piattaforme immobiliari e sui social. Insomma, i Pragmatici si stanno svegliando e stanno iniziando ad accettare l’idea che possa essere un buon investimento.

Ma pur essendoci una domanda in forte crescita, non possiamo certo affermare che le masse di investitori siano attualmente concentrate sull’affitto delle camere, giusto? Bene, solo questo fatto dovrebbe farci intuire quanto potenziale ci possa ancora offrire questo mercato: un mercato in cui i Pragmatici stanno iniziando ad investire, mentre le masse continuano imperterrite a scannarsi per contendersi i resti di in un mercato ormai ostaggio della più totale incertezza normativa.

Sai qual è l’elemento più sottovalutato in assoluto dagli investitori meno esperti? Il TIMING: fare lo stesso identico investimento in due momenti diversi può portare due investitori a risultati diametralmente opposti.

Lo so, suonerà impopolare questa mia affermazione, ma il mercato degli affitti turistici alle Canarie si trova, in questo momento, proprio nelle mani dei ritardatari. Attenzione: non sto dicendo che sia morto, ma semplicemente che i Visionari stanno già guardando ad altri mercati più promettenti quali, per esempio, quello degli affitti residenziali.

Un dato su tutti: la domanda di licenze di Vivienda Vacacional si trova attualmente in una fase di accelerazione (+6,26% in soli sei mesi), dettata molto probabilmente dalla paura dei Ritardatari di rimanere tagliati fuori dal mercato (prima che venga varata la nuova Ley de uso turistico de la Vivienda).

Ho già detto in altre occasioni che il 2024 sarà l’anno degli affitti residenziali e i segnali che ci sta dando il mercato indicano con una certa forza quella direzione.

Eh ma gli okupa… eh ma i rendimenti… eh ma i tetti sugli affitti…“: i Ritardatari si aggrapperanno a mille appigli pur di giustificare la loro inerzia, mentre già iniziano ad uscire le prime misure del Governo per incentivare il mercato residenziale e far fronte al problema sociale causato dalla scarsità dell’offerta.

Innovatori e Visionari lo hanno capito da qualche tempo ed hanno gli occhi puntati proprio su queste misure; mentre tutti gli altri li derideranno per le loro scelte, oggi incomprensibili ai loro occhi, per poi cambiare idea tra qualche anno, quando il vero business sarà ormai già stato fatto.

E tu, in quale tipo di investitore immobiliare ti riconosci?

Ti va di scriverlo nei commenti?

Autore: Marco Sparicio (Consulente Immobiliare alle Isole Canarie)

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